L’African National Congress prolunga la propria egemonia in Sudafrica. Il partito del presidente Jacob Zuma, al potere da vent’anni, vince con poco più del 62% dei voti le prime elezioni legislative dopo la morte di Nelson Mandela.
Un risultato in calo rispetto a cinque anni fa, ma che stupisce quanti si aspettavano un voto di sfiducia per i diversi scandali di corruzione che riguardano l’ANC.
La sorpresa di queste elezioni è l’ex leader dell’ala giovanile dell’African National Congress Julius Malema. Il suo partito di sinistra radicale, I Combattenti della Libertà Economica, diventa terza forza del Paese. Accusa l’ANC di non aver ridotto la povertà e di non aver creato posti di lavoro, propone la nazionalizzazione di miniere, banche e aziende agricole e l’introduzione di un salario minimo.
L’Alleanza Democratica di Helen Zille sfiora il 22%. Lo scorso marzo, il principale partito d’opposizione ha annunciato una richiesta di destituzione di Zuma, accusandolo di abuso di fondi pubblici nella ristrutturazione di una sua residenza.
Al voto i sudafricani hanno partecipato in modo massiccio, l’affluenza ha superato il 70%. Per la prima volta partecipava la generazione dei “Born Free”, ossia coloro che sono nati dopo la fine dell’Apartheid e l’istaurazione della democrazia.