Lunghe file si sono create davanti ai seggi in Mozambico, dove più di 10 milioni di elettori stanno votando per un nuovo presidente e un nuovo Parlamento.
Il quinto scrutinio presidenziale dopo la fine della guerra civile, nel 1992, è stato preceduto da un periodo di tensioni tra i due partiti storici, tale da far temere un nuovo conflitto. Ma le considerazioni economiche hanno prevalso, portando alla firma di un accordo di pace.
In gioco sono i proventi dei giacimenti di gas naturale scoperti nella costa nord del Paese, che porteranno investimenti stranieri, anche da parte dell’italiana Eni.
Il favorito in questa competizione elettorale è Filipe Nyusi, del Frelimo, partito che detiene il potere da quando questa ex colonia portoghese ha raggiunto l’indipendenza, nel 1975.
Il suo principale sfidante è Afonso Dhlakama, del Renamo, da poco uscito dalla macchia e ormai al suo quinto tentativo di strappare la presidenza.
Chiunque vinca dovrà tentare di ripartire meglio le ricchezze di un Paese dove il 90% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno.