Ha pubblicato su un sito alcuni post sulla vicenda di Emanuela Orlandi.
Per questo un blogger è finito nel registro degli indagati nel procedimento sulla scomparsa della 15enne riaperto nel 2023 in Procura, a Roma. I pm di piazzale Clodio contestano al cinquantenne il reato di favoreggiamento e nei giorni scorsi gli investigatori hanno proceduto ad una perquisizione nell'abitazione dell'uomo, che vive in provincia di Frosinone, sequestrando anche il suo personal computer. In base a quanto accertato l'indagato avrebbe pubblicato nelle scorse settimane informazioni sul caso che risale al 1983. Il difensore dell'indagato, l'avvocato Luigi Tozzi, respinge le accuse.
Intanto, dopo anni di depistaggi, silenzi e teorie fantasiose, affiora un elemento inedito da questo post che, se confermato, potrebbe riscrivere l’intera vicenda della 15enne cittadina vaticana scomparsa nel nulla il 22 giugno 1983 nel cuore di Roma. econdo quanto riportato nel capo d’imputazione, l’uomo avrebbe condiviso nel gruppo Facebook “Vogliamo la Verità su Emanuela Orlandi” alcune informazioni ricevute da una fonte identificata con le iniziali L.C. Secondo tale fonte, pochi giorni prima della scomparsa, Emanuela sarebbe stata accompagnata da un “tutor” — impiegato all’epoca presso la Camera dei Deputati — a una visita ginecologica. La ragazza sarebbe stata incinta. Ora gli investigatori stanno esaminando lo smartphone del blogger per cercare di risalire all’identità della fonte.