Svuotavano i serbatoi dei furgoncini dell’Ama per poi rivendere il carburante rubato, arrotondando così lo stipendio con introiti illeciti. Dopo aver patteggiato la pena nel 2023 per il reato di peculato, per cinque operatori ecologici è arrivata ora anche la condanna della Corte dei Conti per il danno da disservizio e d’immagine arrecato alla municipalizzata dei rifiuti del Campidoglio
I fatti risalgono al periodo che va dal 2017 al 2020. I cinque, che hanno patteggiato pene fino a due anni e tre mesi, attraverso la tecnica del risucchio, riuscivano a riempire fino a cinque taniche a notte, sottraendo il gasolio dai mezzi in dotazione all’azienda. A far scattare l’indagine, che ha coinvolto oltre 20 operatori Ama, era stata la testimonianza di una pentita, che aveva rivelato come il carburante venisse poi rivenduto ai centri di autodemolizione a un euro al litro, generando un guadagno illecito di circa 100 euro per ogni turno notturno. A quel punto sono scattate intercettazioni e pedinamenti che hanno consentito agli inquirenti di incastrare i cinque dipendenti, che avrebbero provocato un danno complessivo di circa 107mila euro, sottraendo «il carburante destinato ai veicoli usati per il servizio pubblico, e utilizzando indebitamente gli strumenti di pagamento assegnati loro.