«Abbiamo perso!». L'aveva scritto, ma «non abbiamo vinto» l'aveva cerchiato. E poi anche «Obiettivo non raggiunto». Gli appunti del segretario della Cgil parlano chiaro, ma al momento di commentare il mancato quorum sui referendum da lui promossi insieme a Schlein e Conte, davanti ai giornalisti non è riuscito a dire «abbiamo perso!». Esattamente come Bersani dopo le politiche del febbraio 2013: «Chi non riesce a garantire la governabilità al suo Paese non può dire di aver vinto le elezioni, quindi noi non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi». «Gli altri sindacati? Ognuno si assume le sue responsabilità». Landini, nonostante il risultato, è sorridente al Centro Congressi della Cgil di via Frentani a Roma. Le sue ultime parole sono per il centrodestra che lo definisce il grande sconfitto. «Ho fatto quello che dovevo fare, con 14 milioni di persone che ti sostengono non mi sento isolato o rappresentativo». Chi vede l'inciampo referendario come un tramontare delle velleità di scendere un giorno in politica, Lui rassicura: «Io in politica? Mi attenderete invano». E va via.