Braccia e gambe scoperte con i nomi delle vittime scritti sulla pelle, corpi legati tra loro da un filo rosso come a simboleggiare un destino comune. Così, all’alba di oggi, le attiviste del movimento Bruciamo Tutto hanno inscenato una protesta dal titolo “Morte in piazza per mano del patriarcato”. Lentamente hanno raggiunto il centro della piazza, dove si sono sdraiate in terra a simulare la morte delle vittime di femminicidio e transcidio del 2025. Dopo due minuti di silenzio, ciascuna si è rialzata pronunciando la propria motivazione. Il grido «siamo il grido altissimo e feroce di chi non ha più voce» è risuonato forte. Il messaggio è chiaro: il Reddito di libertà è inefficace, i 500 euro mensili non bastano per permettere alle donne di uscire dalla spirale della violenza. Sono già 28 i casi certi di femminicidio e transcidio in Italia dall’inizio dell’anno. Le attiviste chiedono una rivoluzione culturale che parta dall’istruzione e arrivi fino alla riforma delle politiche di sostegno economico, per garantire libertà e autodeterminazione a ogni persona, indipendentemente dal genere.