Macchina fotografica analogica, tote bag di tela con un libro di poesie dentro, occhiali da vista (non necessariamente veri) e un’aria da intellettuale misterioso pronto a intercettare lo sguardo femminile: ecco a voi il performative male, l’archetipo maschile che sta invadendo TikTok ed è già diventato un meme. Un modello a cui molti uomini sembrano ispirarsi per conquistare le donne: l’uomo sensibile, introverso e riflessivo che vaga per i parchi della città alle 11 del mattino con una borsa di tela della Mondadori. Affascinante? Forse se fosse Brad Pitt negli anni ’90. In ogni caso, si tratta di una messa in scena sottile, un modo per dichiarare presenza e sensibilità in un panorama affettivo sempre più performativo.
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Come riconoscere un performative male?
Il performative male perfetto si riconosce subito dall’outfit secondo il New York Times: pantaloni baggy o shorts, T-shirt attillate, giacche oversize in flanella o denim, mocassini con calzini alti o sneaker trendy dalla suola sottile. Gli accessori completano il quadro: occhiali piccoli, cappellini, catene e anelli d’argento, auricolari con il filo. Ogni elemento serve a “spuntare” le caselle del desiderio percepito da chi osserva, creando un codice visivo di appartenenza culturale e sociale.
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Il performative male è un meme
Il performative male è diventato un meme: un gioco di estetica e teatralità che fa sorridere uomini e donne, ma che invita anche a riflettere su quanto i social abbiano trasformato il corteggiamento in una performance. Su TikTok il performative male è già un fenomeno virale. Ragazzi con borse di tela e occhiali si sfidano in gare di conoscenze culturali, nomi di libri o poesie. La presa in giro nasce dalla combinazione forzata di tutti questi elementi: il look, i gusti musicali, le shopper di nicchia. La strategia di seduzione, pensata per attrarre la controparte femminile, spesso non riscuote grande successo. I commenti delle ragazze oscillano tra ironia e disagio. «Nella mia palestra un ragazzo si stava riprendendo mentre leggeva L'Alchimista tra una serie e l’altra», scrive una ragazza su TikTok. Un’altra utente: «Credi di aver visto il final boss del performative male? Oggi a yoga c’era un ragazzo con il suo lievito madre in un barattolo di vetro accanto al tappetino».
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Mascolinità 2.0: il gioco dei social
Il performative male non è pericoloso o negativo. È semplicemente una versione aggiornata del corteggiamento, adattata ai social: attirare l’attenzione, mostrarsi e far capire che si hanno gusti raffinati. Molti partecipano con autoironia e consapevolezza, consapevoli che la teatralità fa parte del gioco. Tra meme, sorrisi e sguardi ammiccanti, il fenomeno può diventare anche un’occasione culturale e, perché no, di crescita personale. Magari, a furia di portarsi dietro libri di poesia e tematiche femministe, si finisce davvero per imparare qualcosa.