Niente brividi e notti insonni. Quando si incontrano i nomi di Stephen King e Mike Flanagan si pensa subito all’horror, ma in questo caso l’effetto è ben diverso: The Life of Chuck, uscito il 18 settembre, si presenta come un sogno a occhi aperti che celebra la vita. Il cuore del film è una sequenza destinata a restare impressa, un ballo ipnotico e travolgente guidato da Tom Hiddleston, capace di trasformare dei passi di danza in un inno alla gioia inattesa, magnetica e commovente.
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La scena del ballo di Tom Hiddleton in The Life of Chuck
Un uomo qualunque, un contabile di nome Chuck Krantz (Tom Hiddleston), che durante un viaggio di lavoro si ferma, rapito dalla musica di una batterista di strada. È l'inizio di una sequenza di cinque minuti e mezzo che il regista Mike Flanagan ha definito «il gioiello della corona del film». Senza preavviso, Chuck inizia a ballare, attraversando con eleganza swing, bossa nova e cha-cha, invitando poi una passante (Annalise Basso) a unirsi a lui. Un duetto memorabile, una parentesi di pura felicità che esplode in mezzo alla strada, trasformando un momento ordinario in una coreografia che non sfigurerebbe accanto a La La Land.
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La trama e il significato del film
Ma perché questo ballo è così importante? Per capirlo, bisogna entrare nell'universo di The Life of Chuck. Tratto dal racconto omonimo di Stephen King, il film ripercorre la vita del suo protagonista in ordine cronologico inverso, dalla sua morte alla sua nascita. La danza non è l'essenza stessa di Chuck: una passione ereditata dalla nonna, coltivata da bambino guardando le videocassette di Gene Kelly.
Ballare lo fa sentire speciale, vivo. Quella scena in strada non è altro che il culmine di un'esistenza tranquilla, un rigurgito di vitalità che racchiude il messaggio del film: ogni vita, anche la più normale, contiene un universo di momenti preziosi da cogliere.