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"The Red Dress": l'abito che unisce le donne di tutto il mondo

2025-10-06 261 Dailymotion

Tra gli intrecci e i disegni dei ricami si celano storie di ribellione, affermazione e dissenso. Da forma d'arte elevata nel Medioevo ad attività puramente domestica nel XIX secolo, il ricamo per le donne non è mai stato solo un passatempo. È diventato un mezzo per esprimere la propria voce, memoria e tradizione. L'opera The Red Dress – esposta durante la Sustainable Fashion Week 2025 a Bristol – ne è la prova lampante. Ideato dall’artista britannica Kirstie Macleod, l’abito di seta rossa è stato realizzato in 14 anni – dal 2009 al 2023 – grazie a circa 380 ricamatrici provenienti da 51 paesi diversi. Un'opera che parla di guarigione, resistenza e empowerment femminile. 
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I punti che ci legano: storie di donne da tutto il mondo
L’abito è composto da 87 pannelli di seta bordeaux e decorato con oltre 1,5 miliardi di punti. È una tela viva di storie personali, speranza e solidarietà. Molte delle donne che hanno contribuito sono rifugiate o sopravvissute a conflitti. Provengono da Palestina, Siria, Ucraina, Iran, Iraq, Cina, Nigeria, Namibia, e da regioni colpite dalla guerra come Kosovo, Bosnia-Erzegovina e Ruanda. Altre ancora arrivano da contesti di estrema povertà in Sudafrica, Messico ed Egitto. Ogni donna ha lasciato un pezzo di sé sul vestito. Questo straordinario progetto, riconosciuto dal Guinness World Records come il più grande lavoro di ricamo collaborativo mai realizzato, ha catturato l'attenzione di tutti. Ha trasformato moda, arte e artigianato in un simbolo di inclusione, resilienza e creatività femminile.
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"The Red Dress": il ricamo come terapia e mezzo di espressione
The Red Dress è stato esposto nelle principali gallerie e musei del mondo. Il progetto combina tecnica tradizionale e sperimentazione. Il modello è stato realizzato dalla ricamatrice giamaicana Lekazia Turner e presenta anche ricami Lambani, raccolti da Kirstie durante i suoi viaggi nell'India meridionale nel 2002. Un tributo alle donne Lambani con cui ha passato ore a ricamare. «Alcuni hanno usato stili di ricamo praticati per centinaia di anni all'interno della loro famiglia, villaggio o città,» ha spiegato Macleod, «mentre altri hanno scelto semplici punti per trasmettere eventi potenti, a volte traumatici, del loro passato».
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Ella Brown: il volto giovane del progetto
La Sustainable Fashion Week 2025 è stata inaugurata a Bristol con uno scatto simbolico nell’altare di The Mount Without.L’abito è stato indossato da Ella Brown, 17enne di origini boliviane e giamaicane. Ella è stata scelta per la foto dalla ricamatrice Yanet, artista peruviana che nel 2020 aveva aggiunto un fiore rosso all’abito in occasione della Giornata Internazionale della Donna. La giovane, attualmente all’ultimo anno di A-levels, sogna di diventare avvocata per i diritti umani. «Indossare quest'abito è stato potente e significativo per il futuro,» ha raccontato durante la presentazione del libro The Red Dress: Conversations in Stitch, opera di Kirstie Macleod che raccoglie le storie di tutte le donne che hanno partecipato al progetto.
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Moda come strumento di empowerment femminile
The Red Dress dimostra come la moda possa diventare strumento di narrazione, solidarietà e cambiamento sociale. Ogni punto cucito, ogni pannello e ogni storia raccontata attraverso l’abito trasformano lo stile in un messaggio universale. L’abito, il libro e le celebrazioni legate al progetto sono un invito a riflettere su quanto la creatività collettiva possa unire culture, generazioni e comunità, creando un vero patrimonio di esperienze condivise e di empowerment femminile.