ROMA (ITALPRESS) - Se la cucina italiana venisse proclamata patrimonio mondiale dell’umanità , l’impatto sul turismo sarebbe immediato e significativo. Le stime della Fiepet Confesercenti, elaborate su dati Banca d’Italia, Unioncamere e Movimprese, indicano un aumento delle presenze tra il 6% e l’8% nei primi anni, seguito da una crescita più stabile del 2-3% nei cinque successivi. In totale, la spinta potrebbe generare fino a 18 milioni di presenze aggiuntive in due anni. L'organo degli esperti mondiali Unesco consiglia l'iscrizione della cucina italiana nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell'umanità .
Si tratta del primo fondamentale parere che sarà sottoposto alla decisione finale che sarà assunta dal Comitato intergovernativo. Un riconoscimento Unesco aprirebbe nuove opportunità economiche e culturali: la dieta mediterranea otterrebbe ulteriore visibilità internazionale, i territori di produzione delle eccellenze italiane beneficerebbero di maggiore attrattività e aumenterebbe la domanda di modelli alimentari sani, con possibili ricadute positive anche sull’export agroalimentare. Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato il valore economico della cucina italiana, stimato in oltre 250 miliardi nel 2024, definendola un volano strategico per turismo e territori. La candidatura all’Unesco, già forte di un primo parere favorevole, potrebbe consolidare il ruolo della gastronomia italiana come simbolo globale di qualità , tradizione e identità .
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