Teyana Taylor ha fatto la storia ai Golden Globes del 2026 per diversi motivi: oltre a ricevere il primo premio della serata, lo ha conquistato alla sua prima nomination, ma soprattutto è stata la prima star a essere censurata durante il discorso di accettazione, seppur accidentalmente.
Teyana Taylor censurata durante il discorso ai Golden Globes
L’attrice e cantautrice, 35 anni, è stata premiata come Migliore attrice non protagonista per la sua interpretazione di Perfidia in Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, film che ha vinto il premio per Miglior film musical o commedia, Miglior regista e Miglior sceneggiatura per il cinema.
Il premio sembra avere colto di sorpresa Taylor, che ha iniziato a piangere ancor prima di salire sul palco per prendere la statuetta. Dalla platea Amy Madigan, Ariana Grande, Emily Blunt, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas, candidate per la stessa categoria, la osservavano sorridendo e applaudendo, e tra lacrime e risate Teyana ha esordito spiegando che «ho quasi rinunciato a scrivere un discorso perché non pensavo di vincere questo premio. I miei bambini sono di sopra a guardarmi, è meglio che abbandoniate quei dannati telefoni e mi guardiate subito», ha aggiunto.
A un certo punto però, reggendo l'ambita statuetta, l'attrice si è lasciata sfuggire un commento fuori programma, quasi soprappensiero: «Oh mio Dio, questa m... è pesante», una frase che non è stata trasmessa in tv.
«Non abbiamo bisogno del permesso per brillare»
La censura non le ha comunque impedito di andare avanti con il suo discorso. Taylor ha ringraziato Dio per «ogni lezione, ogni verifica e ogni benedizione», la sua famiglia e il regista, sceneggiatore e co-produttore di One Battle After Another, Paul Thomas Anderson: «Grazie per la tua visione, la tua fiducia e la tua genialità. La mia gratitudine è infinita. Ti amo, ti amiamo e grazie infinite per aver trovato lo spazio per me e tutto il nostro cast».
L’attrice ha voluto anche ringraziare i colleghi Leo DiCaprio, Sean Penn, Benicio Del Toro, Chase Infiniti, Regina Hall e «ogni singola persona che ha avuto un ruolo in questo progetto. Niente di tutto questo è preso alla leggera, e niente di tutto questo è dato per scontato».
«Infine, ma non meno importante, alle mie sorelle e alle bambine "brown" che ci guardano stasera: la nostra delicatezza non è un problema. La nostra profondità non è eccessiva. La nostra luce non ha bisogno di permesso per brillare. Apparteniamo a ogni stanza in cui entriamo. Le nostre voci contano e i nostri sogni meritano spazio».
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