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Powell risponde a Trump: «Io indagato sui lavori di ristrutturazione? Un pretesto. È una intimidazione»

2026-01-12 53,877 Dailymotion

«La minaccia di incriminazione penale è una conseguenza del fatto che la Federal Reserve fissa i tassi di interesse in base alla nostra migliore valutazione di ciò che servirà al pubblico, piuttosto che in base alle preferenze del presidente»: non usa mezzi termini Jerome Powell, il presidente della Fed. ​Powell è stato indagato (nella notte italiana) dalla procura della Columbia, che gli contesta la ristrutturazione della sede della banca centrale americana. L’indagine è l’ultimo passo del duro scontro che si sta consumando tra potere poltico e potere economico negli Usa.​Il presidente della Fed parla di un «pretesto» e spiega: «Nutro un profondo rispetto per lo stato di diritto e per la responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno, e tanto meno il presidente della Federal Reserve, è al di sopra della legge. Ma questa azione senza precedenti dovrebbe essere vista nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni dell'amministrazione». Poi conclude il suo intervento in video: «La questione è se la Fed sarà in grado di continuare a fissare i tassi di interesse in base ai dati e alle condizioni economiche, o se invece la politica monetaria sarà guidata da pressioni politiche o intimidazioni.Ho prestato servizio alla Federal Reserve sotto quattro amministrazioni, sia repubblicane che democratiche. In ogni caso, ho svolto i miei compiti senza timori o favoritismi politici, concentrandomi esclusivamente sul nostro mandato di stabilità dei prezzi e massima occupazione. Il servizio pubblico a volte richiede di rimanere fermi di fronte alle minacce. Continuerò a svolgere il lavoro che il Senato mi ha confermato, con integrità e impegno al servizio del popolo americano».