Uno dei più grandi nuraghi della Sardegna, il Nuraghe di Santu Giovanni a Dolianova, sta per tornare alla luce. Questo imponente sito archeologico, che svettava sui cieli e faceva parte di un sistema di controllo territoriale antico, è ora al centro di un ambizioso progetto di recupero.
Attualmente sepolto sotto una collina, il nuraghe di Santu Giovanni promette di rivelare tesori nascosti. Con le sue presunte cinque torri e un mastio centrale stimato tra i 25 e i 30 metri di altezza, si configura come uno dei rari nuraghi pentalobati dell'isola. Le sue dimensioni e la potenziale presenza di un villaggio nuragico circostante lo rendono paragonabile ai celebri nuraghi di Barumini e di Orroli.
Il progetto di recupero, guidato dall'ingegnere Antonio Origa, è nato da un rinnovato interesse verso l'area, anche grazie alla presenza di resti di un'antica chiesa medievale dedicata a San Giovanni sulla sua sommità. L'acquisizione delle aree, con la collaborazione dei proprietari terrieri, ha aperto la strada alla tutela paesaggistica e all'avvio delle opere accessorie.
Questo sito archeologico ha un enorme potenziale non solo dal punto di vista storico e culturale, ma anche per lo sviluppo economico e sociale della comunità di Dolianova. Gli scavi potrebbero portare alla luce importanti reperti, aprendo la possibilità di creare un nuovo polo museale o storico-archeologico nella zona. È un'opportunità per risvegliare un gigante della storia sarda e ridare vita a un patrimonio inestimabile.
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