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Natalie Portman contro l’Academy: «Registe ignorate nelle nomination agli Oscar»

2026-01-26 521 Dailymotion

Natalie Portman non ha mai nascosto di avere idee molto chiare sui temi più rilevanti del dibattito pubblico e di non avere timore nell’esprimerle apertamente. Ne ha dato un’ulteriore dimostrazione al Sundance Film Festival, nello Utah, dove si è presentata indossando una spilla con la scritta “ICE Out”, un messaggio esplicito contro l’agenzia federale statunitense che si occupa di immigrazione. Allo stesso tempo, l’attrice ha colto l’occasione per puntare il dito contro l’Academy, criticando la scarsa presenza di registe tra le nomination agli Oscar 2026.

Natalie Portman e le nomination agli Oscar: «Film straordinari ignorati»
Natalie Portman era al Sundance per promuovere il suo nuovo film The Gallerist e, durante un incontro con la stampa, ha condiviso la propria frustrazione per la limitata rappresentanza delle donne nella categoria Miglior Regista agli Oscar. Un tema che da anni attraversa il dibattito sull’industria cinematografica e che, secondo l’attrice, continua a essere ignorato nonostante i progressi dichiarati.
«Molti dei migliori film che ho visto quest’anno sono stati realizzati da donne. Si vedono le barriere a ogni livello, perché molti non sono stati riconosciuti durante la cerimonia di premiazione», ha dichiarato a Variety l'attrice 44enne, sottolineando come il problema non riguardi la qualità delle opere, ma il sistema di selezione e visibilità.

Le nomination per gli Oscar 2026
Portman ha citato alcuni titoli che, a suo avviso, avrebbero meritato maggiore attenzione da parte dell’Academy: Sorry Baby di Eva Victor, La mia famiglia a Taipei di Shih-Ching Tsou, Hedda di Nia DaCosta e Il testamento di Ann Lee di Mona Fastvold. «Film straordinari che credo siano apprezzati e amati da molte persone, ma che non ricevono i riconoscimenti che meritano», ha ribadito.
Quest’anno l’unica donna candidata al premio per la Miglior Regia è Chloé Zhao, in corsa per Hamnet. A competere con lei ci sono Josh Safdie per Marty Supreme, Paul Thomas Anderson per One Battle After Another, Joachim Trier per Sentimental Value e Ryan Coogler per Sinners, una cinquina che riaccende il dibattito su parità e inclusione a Hollywood.
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