Surprise Me!

Al Festival di Berlino, la gemma nascosta "Where To?": prove di amicizia tra Palestina e Israele

2026-02-19 52 Dailymotion

MENTRE CONTINUANO LE POLEMICHE scoppiate il primo giorno, dopo le dichiarazioni del presidente di Giuria Wim Wenders e della direttrice della Berlinale, al Festival di Berlino 2026 è passata una "gemma nascosta" (The Hollywood Reporter). Ovvero Where To? di Assaf Machnes, regista israeliano che racconta la storia di Hassan, un autista palestinese che usa Uber per scarrozzare le persone nelle infinite notti berlinesi. E che stringe amicizia con Amir, un turista israeliano. Non siamo a Gaza, ma raccontando una possibile o impossibile comunicazione tra le due "parti" (anche se in territorio neutro, lontano), forse ci dice che il cinema e il festival la questione palestinese l'affrontano. Schierandosi dalla parte dell'arte come strumento per farci conoscere tutte le infinite sfumature della Storia. E degli Persone.
Where To? è stato presentato al festival mentre decine di attori e registi, tra cui Javier Bardem e Tilda Swinton e Ken Loach, hanno firmato una lettera aperta indirizzata alla Berlinale per denunciare il "silenzio" sul genocidio a Gaza.
Un viaggio «tra il collettivo e l'intimo», lo ha definito il regista: «Alla fine di una visita qui mi sono ritrovato nel taxi di un autista palestinese e ho sentito che, senza parlare troppo, ci capivamo su molti livelli. Ed era diverso dai soliti incontri che ho con i miei amici artisti palestinesi. C'era questa connessione senza vincoli perché non sapevamo se ci saremmo rivisti», ha raccontato ad Afp Machnes, che vive tra Berlino e Tel Aviv. Aggiungendo che questa esperienza lo ha spinto a chiedersi cosa sarebbe successo se «avessi continuato a incontrare lo stesso autista più e più volte».
Amir, interpretato dall'attore israeliano Ido Tako, rischia di perdersi in queste notti e diventa il passeggero abituale di Hassan. I due sono legati da un grande dolore: «Ho fatto un sacco di corse per capirlo davvero, per sentire davvero e iniziare a entrare in contatto con i veri autisti. Attraverso quelle conversazioni, ho imparato, sono cresciuto come persona. Conoscere e capire persone diverse con background diversi ed entrare in contatto con loro e vedere che non siamo diversi. Questo film mi ha reso una persona migliore, ne sono orgoglioso».
Ehab Salami interpreta il tassista palestinese squattrinato: «Quando gli dico: "ti voglio bene Amir, mi piaci”, come un padre a un figlio, sottintendo che abbiamo un problema. Ma che non è un mio problema, non sono io il suo problema. Il problema è la situazione in Israele e i rapporti tra palestinesi e israeliani. È molto complicato per due personaggi come noi, Amir e Hassan: questo è il problema».