L'Oscar lo troverà quando tornerà. Sean Penn ha vinto il terzo Oscar, stavolta come Miglior attore non protagonista per il militare psicopatico e fascistissimo (all'americana) di Una battaglia dopo l'altra. Il terzo dopo quelli come protagonisti vinti per Mystic River di Eastwood (2004) e Milk di Gus Van Sant (2009). Kieran Culkin, che l'ha annunciato al Dolby Thetare durante la cerimonia di premiazione, l'ha portato via con se. Dicendo: «Sean Penn non è potuto o non ha voluto essere con noi».
Poco è passato che si sapesse che l'attore/regista era in ucraina. Visita privata. Queste le immagini. Ha visitato le zone di guerra, le città bombardate e incontrato il presidente Zelensky. Il suo modo per mostrare il suo essere contro l'amministrazione Trump. E forse anche quell'Academy che d'accordo con la Disney che ha trasmesso la cerimonia, aveva preferito tenere l'attualità fuori dal teatro. Sean Penn ha scelto di disertare la serata per un impegno importante: andare il giorno stesso a Kiev per sostenere l'Ucraina e incontrare il presidente Volodymyr Zelensky, come ha riferito a France presse un alto funzionario ucraino. «È in Ucraina, ma si tratta di una visita privata. Vuole semplicemente sostenere l'Ucraina».
Non è la prima volta: l'attore 65enne si è già recato in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa nel 2022. Nel 2023 Penn ha anche co-diretto un documentario su Zelensky, un ritratto che ripercorre la sua carriera da comico a leader, presentato in anteprima al Festival del cinema di Berlino nel 2023.