Stava camminando con il cellulare in mano, quando di colpo una donna sarebbe stata aggredita e picchiata mentre tornava a casa. Lo sfondo è ancora una volta quello di San Lorenzo, a due passi da Termini, un quartiere dove vivono molti universitari, ma che si sta trasformando in un teatro di violenze. Pochi giorni fa un tentato omicidio: all’altezza di viale dello Scalo di San Lorenzo una rissa tra senza dimora è finita nel sangue con un marocchino ferito alla testa con un coccio di bottiglia, lasciato esanime a terra. L’ennesima aggressione che si va ad aggiungere ad un altro caso che ha sconvolto il quartiere, quello del 22enne tunisino che girava per le vie picchiando persone a caso e senza motivo. Il 2 febbraio sferrò un pugno a Daniela, 44enne romana, provocandole fratture al naso e allo zigomo. La scena è stata ripresa da una telecamera di videosorveglianza, ma è anche stampata negli occhi del figlio della vittima che ha assistito all’aggressione. Dopo un mese di ricovero nel reparto di psichiatria del Policlinico Umberto I, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. Il Comitato di quartiere ha organizzato nei giorni scorsi l’ennesima assemblea pubblica, molto partecipata, per affrontare l’importante emergenza legata alla sicurezza. Le proteste erano già iniziate con la tensostruttura per i senza dimora in via di Porta San Lorenzo, al confine con il quartiere universitario del Municipio II e l’Esquilino. La paura la fa da padrona tra i residenti sconsolati e stanchi. Gridano basta al buonismo della politica che sottovaluta la questione, alla sensazione di abbandono e alla perenne paura che i responsabili delle aggressioni tornino a girare per le strade.