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Antonelli Bezzecchi Sinner, una domenica mai vista

2026-03-30 249,314 Dailymotion

Beh, per lo sport italiano è stata una domenica storica. Uso con molta parsimonia parole così definitive, anche perché so bene quanto lo sport sia il terreno dell’enfasi. Ma la circostanza che dall’alba al tramonto e poi fino a notte fonda tre campioni italiani di diverse discipline vincessero le loro prove, tutte di livello mondiale, non aveva precedenti. Era già successo due settimane con Kimi Antonelli in Cina e Jannik Sinner a Indian Wells; ieri la coppia si è ripetuta fra Giappone e Miami, e tra loro si è inserito Marco Bezzecchi, che in sella alla sua formidabile Aprilia ha vinto il gran premio degli Stati Uniti di MotoGP sul circuito di Austin.Col successo di Suzuka, Antonelli ha scavalcato George Russell in testa al Mondiale piloti di F1. Con la vittoria in Texas, Bezzecchi si è riportato al comando della classifica di MotoGp. Col successo nell’Atp 1000 di Miami, arrivato dopo una battaglia con la pioggia quasi più dura di quella con Lehecka, Sinner ha ridotto a un migliaio i punti di distanza da Carlos Alcaraz. Da Montecarlo il controsorpasso sarà possibile.Naturalmente esiste una componente sciovinista nella contentezza che in tanti proviamo per questi risultati: il lievito del tifo può assumere molte forme, quella della nazionalità è la più immediata. Ma non l’unica. Com’era stato facile prevedere, Antonelli risulta simpatico a tutti o quasi, ma per l’esercito dei fan della Ferrari che vinca un italiano, un olandese o un australiano cambia poco, la Rossa ha comunque perso. Se ci aggiungete il perdurante fastidio per le modalità dell’elettrico, e quello montante per la superiorità delle Mercedes, avrete la cifra del malcontento che sta accompagnando questo inizio di stagione, peraltro bruscamente interrotto ora dalla guerra: se ne riparla a maggio. Ma tutto ciò nulla toglie alle prodezze di Antonelli.Personalmente non amo mai la definizione di predestinato, perché è fatale che metta in secondo piano il mazzo che ogni campione deve farsi - e si fa - per passare dallo status di talento a quello di vincente. Però non c’è dubbio che Antonelli, come del resto Sinner, abbia qualcosa che è in dotazione a pochi atleti, e che ha sempre fatto a pugni con i luoghi comuni dedicati ai campioni italiani, ovvero la capacità di reggere la pressione. Bezzecchi in questo vale i suoi due colleghi, è dalla fine della scorsa stagione che chiude al comando tutti i giri, il suo è un dominio soltanto scalfito nella sprint di sabato da Martin. Fateci caso: tutti i discorsi che si sentono in giro sullo spareggio che attende la Nazionale di calcio domani sera in Bosnia vertono sulla pressione che verrà esercitata dallo stadio piccolo, da quella dei tifosi avversari che faranno casino, dalla delusione in agguato se non dovessimo farcela, dall’immagine ormai abusata e inflazionata dei bambini che non hanno ancora vissuto un’estate mondiale con l’Italia. Detto che questi bambini si stanno divertendo un sacco a tifare per Antonelli, per Bezzecchi e per Sinner, sarebbe ora di utilizzare i tre campioni per smontare questa atavica debolezza mentale, e ricordare semmai che Sinner nel 2026 ha vinto 7 degli 8 tie-break disputati, e che nei tornei 1000 è salito a 34 set vinti consecutivamente. Pressione? Quale pressione?