(LaPresse) La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran riporta alla luce l'abitudine di Donald Trump di affidare nuove decisioni alla tempistica delle due settimane.Al "Jimmy Kimmel Live", tra i più noti late-night show a stelle e strisce, in apertura dell'ultima puntata il conduttore Kimmel si è soffermato sui toni usati dal Presidente Usa, che nelle scorse ore era arrivato a minacciare la fine della civiltà iraniana in corrispondenza della scadenza dell'ultimatum fissato durante il weekend. Di fronte al passo indietro di Trump, che ha accettato una tregua di 15 giorni, Kimmel ha ironizzato sulle "due settimane" che il Capo della casa Bianca sceglie spesso come termine cuscinetto prima di prendere decisioni o annunciare novità. «È come un dipendente coscienzioso. Dà sempre un preavviso di due settimane» ha scherzato Kimmel, lanciando un filmato con una carrellata di episodi in cui Trump ha utilizzato questo specifico riferimento temporale.Ma secondo gli analisti politici - come scriveva tempo fa il New York Times, questa tattica di Trump può significare qualcosa o nulla. È sia un sì che un no. È un rinvio e allo stesso tempo una pianificazione. Non è un'unità di tempo oggettiva, ma soggettiva. È completamente slegata da qualsiasi senso di cronologia. Significa semplicemente più tardi. Ma più tardi può anche significare mai.