Nella notte tra martedì 7 e mercoledì 8 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco con l'Iran. Come sta vivendo la popolazione iraniana questa tregua? Lo spiega Greta Privitera, giornalista della redazione Esteri, che scrive quotidianamente della situazione in Medio Oriente. «La popolazione iraniana ormai da due giorni festeggia la fine dei bombardamenti che per 40 giorni hanno devastato le loro città, le persone si dicono contente e sollevate - spiega Privitera -. Ma dall'altra parte, ricordiamo che la maggioranza del popolo iraniano non supporta la Repubblica Islamica, quindi il fatto che loro ora si trovino in un Paese bombardato e con un regime ancora più rigido di quello precedente, fa molta paura alla popolazione». In sintesi, la maggioranza della popolazione iraniana si trova divisa tra un sentimento di sollievo per una tregua e la sensazione di essere stati traditi, trovandosi ancora nella situazione di prima, se non peggiore». E dal punto di vista della Repubblica Islamica, invece? «Chiaramente loro parlano di vittoria - aggiunge Privitera -. Hanno giocato una carta che è stata completamente sottovalutata dall'amministrazione Usa e anche da Benjamin Netanyahu, ossia lo Stretto di Hormuz, che prima della guerra era aperto». Hormuz è infatti poi diventato il fulcro centrale di questa guerra «perché gli iraniani hanno immobilizzato l'economia globale».