Mentre oltreoceano il sindaco socialista di New York, Zohran Mamdani, stringe il cerchio sui grandi patrimoni con una nuova proposta per aumentare la pressione fiscale sulle seconde case di lusso — mossa volta a reperire risorse fondamentali per i servizi pubblici e il welfare cittadino — a Milano il dibattito sulla gentrificazione e l’attrattività della città si fa sempre più acceso.Il sindaco Giuseppe Sala, alle domande del Corriere della Sera sul delicato equilibrio tra lo sviluppo internazionale del capoluogo lombardo e la crescente disparità sociale, ha espresso una posizione un po' più sfumata ma decisa. Milano è diventata una città per nababbi oppure è diventata una vera metropoli europea anche grazie a questi investimenti e ai contribuenti?,«Non c'è bianco e nero, c'è probabilmente un grigio giusto che dobbiamo ricercare. Molti ricchi sono attratti dai benefici fiscali ma dobbiamo fare uno sforzo per coinvolgerli nella restituzione di qualcosa rispetto al beneficio che hanno. Però le differenze eccessive creano ovviamente il problema e quindi possiamo prestare attenzione a questa limitata fascia di popolazione. La nostra attenzione e il nostro cuore va verso chi invece va più fatica».Se New York ha già iniziato a muovere i primi passi legislativi verso una redistribuzione fiscale, Milano sembra guardare a quel modello con crescente interesse, pur nei limiti dei poteri amministrativi locali.Sulla tassazione diretta di questi ricchi, come si prepara a fare il sindaco di New York, Sala cosa ne pensa?«Probabilmente lo farei anch'io se avessi la possibilità di farlo».