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Basilica di San Miniato: «Così la grande bellezza viene restituita al mondo»

2026-05-08 1,747 Dailymotion

«Siamo felici di restituire a Firenze, e idealmente al mondo intero, la bellezza di San Miniato al Monte: una bellezza che troviamo nella sua facciata, come uno specchio capace di riflettere l’infinito del cielo e, insieme, la complessità e la ricchezza della città, che in questo luogo ritrova ispirazione, speranza e visione per il futuro» ha detto padre Bernardo Francesco Gianni, abate di San Miniato al Monte, durante l’inaugurazione della Basilica dopo la fine dei lavori. Le operazioni di restauro, iniziate nel 2024 e finanziate dal ministero della Cultura con fondi Pnrr per un importo pari a 3,6 milioni di euro, sono state svolte nel massimo rispetto e conservazione di quella che è una delle basiliche più antiche di Firenze. Durante tutto il periodo di messa in sicurezza la struttura è stata ricoperta da rivestimenti trasparenti sui ponteggi così da mantenere sempre visibile la facciata e l’abbazia è sempre rimasta aperta sia ai fedeli che ai turisti, dando la possibilità ai visitatori di salire sulle impalcature, osservando da vicino lo scrupoloso restauro. Diciotto lunghi mesi di lavoro che hanno riguardato prima tra tutte la facciata, con pulitura e trattamenti per contrastare l’inquinamento, ma anche tutto un processo di salvaguardia degli elementi scultorei e del mosaico. Ma non solo. Architetti e restauratori hanno concentrato la propria attenzione anche sulle coperture, le capriate, le murature e naturalmente sul campanile e sull’aquila che dall’alto della Basilica osserva tutta Firenze. «L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di preservare questo tesoro millenario che per la città ha un significato affettivo e rendendo quasi impercettibili gli interventi fatti su tutti gli elementi dell’abbazia, dai marmi, alle pitture, ai pavimenti proprio per conservarne la bellezza — ha spiegato Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città di Firenze e la provincia di Prato — È stato un lavoro complesso elaborato con uno studio approfondito di architetti esperti come l’architetto Carlo Blasi che ha lavorato anche alla ristrutturazione di Notre-Dame a Parigi dopo l’incendio. Tra i principali obiettivi anche quello di migliorare il complesso dal punto di vista sismico».