«Non ho mai comprato un cane: uno l’ho trovato in un cassonetto, un altro ferito per terra, un altro abbandonato da un cacciatore. Ho sempre cercato di aiutare un cane che aveva bisogno di aiuto». Un po’ Brigitte Bardot per la sensibilità verso gli animali, un po’ Anello di Re Salomone per l’osservazione scientifica, è una inedita Dacia Maraini quella che questa mattina ha fatto il suo ingresso allo Spazio Corriere del Salone del Libro. Presentando Anche i cani a volte volano (Solferino), la scrittrice toscana classe 1936 racconta del suo essere vegetariana e del suo rapporto con gli animali con vari aneddoti della sua vita: di come ha fatto amicizia con un gabbiano dal balcone della sua casa a Roma, di come ha evitato l’abbattimento di un cavallo da circo ormai vecchio. «L’animale non lo puoi trattare bene solo finché ti serve - confida Maraini a Carmine Festa, caporedattore responsabile di Corriere Torino -. E quando non ti serve più? Avete mai visto un allevamento intensivo? È solo ritrovando l’empatia verso gli animali che passa la strada verso la democrazia».