«Il mio primo incontro con Indro Montanelli? Mi sarei immaginato qualcosa come l’unico nostro padrone è il lettore? E invece no. Le prime parole per me sono state Ma stai andando a sciare? Perché avevo una giacca a vento azzurra, gonfia d’acqua, che gocciolava nel suo ufficio». Con l’ironia che lo contraddistingue, Beppe Severgnini rievoca così il suo primo incontro con Montanelli. Giornalista, saggista, conduttore e firma storica del Corriere, dagli editoriali al blog Italians, Severgnini ripercorre allo Spazio Corriere i suoi inizi per celebrare i centocinquant’anni del quotidiano: dai temi «in stile gotico», che «se non arrivavano a due fogli protocollo non ero soddisfatto», all’intuizione di portare l’informazione su Internet dopo aver osservato ciò che accadeva negli Stati Uniti negli anni ‘90. Ma il ricordo personale lascia presto spazio a una riflessione più ampia sul presente: «C’è una classe nuova di ultra ricchi e ultra cinici che sta fregando il mondo spesso con un bel mantello politico, usando il vecchio trucco degli ultimi contro i penultimi. Questa cosa prima o poi questa roba esplode». (Federica Vivarelli)