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Irene Doda e i suo libro «Onnipotenti»: «Il tecnofascismo non usa più l’olio di ricino»

2026-05-18 168 Dailymotion

Non parte dalle definizioni, Irene Doda. Parte dagli effetti. Dalla trasformazione silenziosa che, secondo lei, sta cambiando il rapporto tra tecnologia, politica e controllo sociale. «Non ho paura a dirlo: è fascismo», spiega. Però un fascismo che non assomiglia più a quello del Novecento: «E’ più cool, è tecnofascismo. Non è il fascismo dell’olio di ricino ma quello dei centri di accoglienza migranti» continua Doda. Classe 1994, giornalista esperta di tecnologia e diritti umani, Irene Doda presenta Onnipotenti (Solferino) allo Spazio Corriere, intervistata da Nicolò Fagone La Zita di Corriere Torino. E chiarisce subito che il termine non è una sua invenzione: «Non ho inventato io questo termine, esiste già da un paio d’anni e indica la convergenza tra grandi potentati tecnologici soprattutto statunitensi come Meta, X o le aziende della Silicon Valley e ideologie di destra o estrema destra». Il nodo, per Doda, è l’evoluzione della funzione stessa delle tecnologie nate in California: «Adesso si sta palesando sempre di più il fatto che le tecnologie sviluppate nella Silicon Valley sono utilizzate non per creare prodotti di consumo come si pensava un tempo ma sono sempre più utilizzate in scenari bellici, di sorveglianza, e anche i loro padroni sono sempre più palesemente aderenti a ideologie che non ho timore a definire fasciste». (Federica Vivarelli)