Paolo Miccoli non è solo una voce nel dibattito sull’università del futuro. Chirurgo ed endocrinologo di fama internazionale, Professore Emerito di Chirurgia Generale all’Università di Pisa e figura di riferimento nella chirurgia delle ghiandole endocrine, oggi riveste un ruolo centrale nel mondo delle università telematiche come Presidente di UNITED Università Italiane Telematiche e Digitali, la prima associazione nazionale che raggruppa i principali atenei digitali del Paese. È da questa posizione che allo Spazio Corriere, presentando Il sapere è un diritto (Solferino) Miccoli difende apertamente il modello telematico e l’uso dell’intelligenza artificiale nella formazione. «Occorre affidarsi all’intelligenza artificiale. Un paradigma che all’interno della formazione sta cambiando completamente gli assetti. Il tutor virtuale sostituirà abbastanza rapidamente il tutor umano, perché ormai siamo di fronte alla didattica dell’abbondanza: ormai lo studente ha accesso a una quantità di informazioni che è addirittura sovrastante», afferma. La sua non è una semplice constatazione tecnologica, ma una presa di posizione a favore di chi ha già imboccato la strada digitale. Ed è qui che la critica alle università tradizionali si fa esplicita: «Quello che mi fa sperare è che questo storcere il naso piano piano sparirà perché le università statali comprenderanno fatalmente che la campanella dell’ultimo giro è iniziata. O erogano dei corsi in telematica o altrimenti rischiano di continuare a perdere studenti». Il messaggio è chiaro: chi resta ancorato al solo modello in presenza paga il prezzo in termini di iscrizioni. (Federica Vivarelli) Al centro, per Miccoli, resta comunque la funzione più profonda dell’istituzione universitaria, che non viene scalfita dal digitale, ma semmai rilanciata: «Il vero obiettivo dell’università è di instillare nello studente una coscienza critica, la capacità di interpretare, di filtrare in un mondo in cui le conoscenze richieste cambiano vorticosamente anche nel giro di pochi mesi».