https://www.pupia.tv - Bologna - Dietro un comune prodotto per la pulizia dell’auto si nascondeva un carico di droga destinato al mercato dello spaccio online. A scoprirlo sono stati i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, che hanno sequestrato 2 chilogrammi di resina di hashish ad alto contenuto di Thc e denunciato un ventenne residente a Piacenza, ritenuto coinvolto in un sistema di acquisto di stupefacenti sul dark web attraverso portafogli virtuali.
L’indagine ha preso forma dal monitoraggio del web sommerso e dei movimenti finanziari in criptovalute. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare un canale Telegram crittografato, gestito dal Canada, frequentato da giovani italiani tra i 18 e i 25 anni e utilizzato, secondo gli investigatori, per il commercio di sostanze stupefacenti.
Il pacco intercettato all’aeroporto - Il filone investigativo ha portato i finanzieri all’aeroporto “Marconi” di Bologna, considerato uno snodo sensibile per l’arrivo di spedizioni sospette provenienti dalle Americhe. Qui è stato intercettato un pacco apparentemente innocuo, dichiarato come prodotto schiumogeno per la pulizia dell’auto, ma che nascondeva circa 2 chilogrammi di “jelly hash”, una particolare forma gelatinosa di hashish caratterizzata da un’elevata concentrazione di Thc.
Perquisizioni e sequestri - La successiva perquisizione nei luoghi riconducibili al reale destinatario della spedizione ha permesso di sequestrare ulteriori quantitativi di droga, materiale per il confezionamento e la vendita, denaro contante e documentazione digitale e cartacea ritenuta utile per ricostruire la rete di distribuzione.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti delle Fiamme gialle, il giovane operava da circa due anni nel trading online e utilizzava monete virtuali per rendere anonime le transazioni legate agli acquisti sul dark web.
Il valore della droga sequestrata - Le analisi tossicologiche effettuate sulla sostanza sequestrata hanno stimato una potenziale produzione di circa 50mila dosi, per un valore complessivo sul mercato illecito quantificato in 120mila euro.(19.05.26)
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