DIECI ANNI DOPO THE NEON DEMON E 15 DOPO DRIVE, il regista di culto danese Nicolas Winding Refn è tornato al Festival di Cannes per presentare (Fuori concorso) il suo nuovo film Her Private Hell, thriller horror molto atteso soprattutto per la lunga assenza dal grande schermo (in questi anni si è concentrato sulle serie tv, girando Too Old To Die Young e Copenaghen Cowboy). Il film è ambientato in una metropoli futuristica e ha per protagonisti il giovani e lanciatissimi Sophie Thatcher, Charles Melton, Havana Rose Liu, Kristine Froseth, Dougray Scott, Diego Calva. È la storia di una giovane donna tormentata, che per uscire dalla depressione intraprende una ricerca disperata del padre scomparso. Il suo destino si intreccia con quello di un soldato americano che tenta di salvare la figlia.
In conferenza stampa Winding Refn si è commosso raccontando di essere quasi morto per 25 minuti tre anni fa per arresto cardiaco, poi è tornato in vita. E se prima aveva deciso di smettere con il cinema perché gli sembrava di non avere più niente da dire, dopo questo episodio è come rinato, ha raccontato. «Dio mi ha dato una seconda possibilità e volevo sfruttarla per qualcosa di positivo, qualcosa che sarebbe stato positivo, almeno per me... come posso ampliare gli orizzonti dei miei figli? Come posso ampliare l'orizzonte di tutti i bambini?» ha detto.
Poi, parlando di cinema e intelligenza artificiale, non si è detto contrario. «L'Ia è un terreno fantastico per la creatività. E ora che l'ho messa alla prova in un progetto - che forse un giorno mostrerò qui - ho davvero adorato la creatività che permette», ha detto.