L'omicidio di Bakari Sako, un bracciante agricolo di 35 anni originario del Mali, è avvenuto all'alba del 9 maggio 2026 nella città vecchia di Taranto. Ecco la ricostruzione di quanto accaduto in base alle indagini e agli accertamenti degli inquirenti. Il nostro cronista ha ripercorso interamente il tragitto che l'uomo ha compiuto quella mattina. La ricostruzione, fatta nell’orario della tragedia, parte proprio da piazza Fontana, porta della città vecchia di Taranto. Il sole sta sorgendo e pochi secondi dopo, da strada Garibaldi, si vede arrivare un uomo in bici ad andatura lenta, con solo uno zaino sulle spalle. Arrivato all’angolo con la piazza, il bracciante scende dalla bici e inizia a condurla a mano verso i gradini della piazza. Dal senso opposto al suo, però, arriva il gruppo di quattro giovanissimi. Sako, impaurito, poggia la bici al muretto e lascia lo zaino, ma qui inizia l’aggressione con calci e pugni e arriva anche la prima coltellata. Per sfuggire al pestaggio, il bracciante prova a scappare verso il bar «Piazza Fontana», da poco aperto (e, dopo l’omicidio, chiuso per 60 giorni dal questore di Taranto). Fuori dal bar viene colpito ancora, anche con altre due coltellate, e prova a rifugiarsi all’interno ma si accascia al suolo. A quel punto, il titolare caccia tutti e gli aggressori, come si vede dalle telecamere, lo trascinano fuori prendendolo per mani e piedi e lasciandolo per terra. Sako viene insultato, nessuno gli presta soccorso. Dopo qualche minuto tutti si dileguano e una passante, finalmente, chiama i soccorsi. Ma sarà troppo tardi. Nel punto in cui è morto Sako, ora, ci sono diversi mazzi di fiori. Nei giorni scorsi si sono svolti i funerali del bracciante, con rito musulmano e in forma privata. La salma tornerà in Mali, dove abitano le sue due mogli, entrambe incinte.