Mentre la signora Lucia è occupata nella scelta dei gomitoli, altre due donne si mostrano a vicenda i loro lavori. «Bellissimo!», «Non riesco a capire bene come fare questo punto». «Guarda come sta facendo Giorgio». «Chi mi aiuta a tenere lo striscione?». È sabato pomeriggio, fa caldo e il centro di Milano è pieno di turisti. Alcuni passano senza soffermarsi, altri fanno delle foto, altri chiedono informazioni: «Esattamente voi chi siete? Anche io lavoro a maglia. Cos'è Parole e Punti?».
[caption id="attachment_2784833" align="aligncenter" width="1024"] (Foto: Silvia Mazzucchelli)[/caption]
«Parole e Punti per prima cosa è una famiglia», spiega Enrica Bologni, presidente dell’associazione di promozione sociale che opera su Milano da circa vent’anni unendo lavoro a maglia, attivismo e cultura. «E non in senso mieloso, intendiamoci. Ogni sabato ci ritroviamo a Mare Culturale Urbano per stare insieme e fare ciò che ci piace: lavoro a maglia e uncinetto. Oggi abbiamo organizzato il nostro primo flash mob contro la violenza sulle donne». Parole e Punti è una comunità di persone, uomini e donne, che sostengono donne vittime di violenza, case arcobaleno e vittime civili di guerra attraverso le proprie creazioni. Un’idea semplice e potente: un gesto che può davvero aiutare a ricominciare, a mettere insieme i punti, a ricomporsi.
[caption id="attachment_2784846" align="aligncenter" width="1024"] (Foto: Silvia Mazzucchelli)[/caption]
Parole e Punti, le coperte dell'abbraccio
Uno dei progetti più importanti di Parole e Punti contro la violenza di genere sono “le coperte dell’abbraccio”: dodici quadrati realizzati da mani diverse che, uniti, formano una coperta destinata alle donne vittime di maltrattamenti. Molte di queste vengono donate a centri antiviolenza come l’associazione Telefono Donna Niguarda. «Ogni coperta rappresenta simbolicamente un abbraccio reale a tutte quelle donne che hanno deciso di denunciare, che vogliono ricominciare a vivere», racconta Bologni mentre appoggia una coperta sulle spalle di una partecipante. «Va messa così, ti avvolge e ti scalda. Sono manifesti colorati, pieni di gioia, per dire no alla violenza».
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Una comunità che accoglie e protegge
Parole e Punti è una rete di persone e relazioni. C’è chi ci arriva perchè ama alla follia fare uncinetto, chi per combattere la solitudine, chi per sentirsi utile, chi per una motivazione più profonda e personale. Tutti si sentono a casa, in luogo protetto: «È diventato quasi un bisogno fisico partecipare all’incontro del sabato», racconta Enrica Margara, membro di Parole e Punti dal 2024. «Un momento di condivisione di momenti belli, ma anche tristi. Un luogo sicuro in cui ripararsi nei momenti in cui le energie mancano».
[caption id="attachment_2784837" align="aligncenter" width="1024"] (Foto: Silvia Mazzucchelli)[/caption]
«Non solo violenza di genere, ma violenza in genere»
«Oltre alle nostre creazioni, le parole sono la componente culturale del nostro operato», continua Margara. L’associazione organizza conferenze, spettacoli, laboratori e manifestazioni come quella in collaborazione con Viva Vittoria nell'ottobre 2021, quando Piazza del Duomo è stata ricoperta di coperte per dire no alla violenza.
[caption id="attachment_2784840" align="aligncenter" width="1024"] Evento "Viva Vittoria" Piazza del Duomo di Milano[/caption]
«Ci impegniamo, siamo attive e ci piace parlare di violenza di genere, ma anche di violenza in generale». Le sue mani non smettono un secondo di lavorare all’uncinetto mentre parla: «L’anno scorso abbiamo organizzato un incontro sulla violenza ambientale insieme alla facoltà di biologia marina dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ci hanno raccontato del loro centro di ricerca alle Maldive e del lavoro di mappatura dei coralli giganti oceanici, indicatori fondamentali dello stato di salute degli oceani. Dopo la conferenza abbiamo realizzato all’uncinetto una gigantesca barriera corallina; i singoli pezzi sono stati poi venduti e il ricavato ha contribuito a finanziare una borsa di studio per una ragazza in condizione di fragilità».
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«Intorno a noi gravitano circa 300 persone»
«Quello che ricaviamo dalle nostre creazioni lo doniamo oppure lo utilizziamo per le attività che organizziamo ogni anno», spiega Bologni. Tra le realtà sostenute da Parole e Punti c’è Il Lume, spazio di accoglienza, protezione e rinascita per donne vittime di violenza e i loro figli. «Noi in particolare sosteniamo il percorso di studio di ...