MONICA BELLUCCI pittrice in Histoires de la nuit di Le'a Mysius. Si tratta di un thriller ambientato nella provincia francese, con un finale quasi horror, tratto dall'omonimo romanzo di Laurent Mauvignier. Protagonisti Nora (Hafsia Herzi), Thomas (Bastien Bouillon) e la figlia Ida (Tawba El Gharchi), che vivono isolati in campagna insieme alla loro vicina Cristina, artista fallita che vive sola col suo cane. È interpretata da una Bellucci coraggiosa nel mostrare con disinvoltura i suoi anni. E ancora più coraggiosa nel rapporto con il carceriere a cui è stata affidata. «È un personaggio molto lontano dalle mie corde mediterranee», ha detto l'attrice al Festival di Cannes, dove il film era in concorso. «È una donna chiusa in se stessa, fredda. In qualche modo, per interpretarla, era importante mostrarne con verità anche l'aspetto fisico. È una donna sopra la quale il tempo è passato, non sempre in modo delicato. E questo ci permette di credere alla sincerità dei suoi sentimenti. Una donna che ha scelto di vivere isolata e che a un certo punto dice: “noi donne, a partire da una certa età, diventiamo trasparenti"». Per quanto la riguarda, Bellucci vive il passaggio del tempo come un'opportunità: «È innegabile che il fuori cambi. Ma guardiamo al dentro. A quello che l'età significa in esperienza... Io questo film non avrei potuto interpretarlo a 30, 40, 50 anni. E poi, diciamolo, invecchiare significa morire più tardi. E quindi ben venga», conclude sorridendo. E citando (quasi) una delle migliori battute di Woody Allen: «Invecchiare non è un granché, ma è sempre meglio dell'alternativa».