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Una ragazza cerca i genitori, nel "mare dei ricordi". Una clip dal film "Romerìa", di Carla Simón

2026-06-04 1,791 Dailymotion

Un viaggio fisico e interiore attraverso i luoghi in cui i suoi genitori hanno conosciuto amore e felicità, ma anche disperazione e sconfitta. A compierlo è Marina, 18 anni, rimasta orfana da bambina, proprio come la regista Carla Simón. Il suo Romeria – Il mare dei ricordi è un film autobiografico che ripercorre il pellegrinaggio simbolico — questo il significato della parola romería — intrapreso dalla stessa autrice catalana nel tentativo di ricostruire la propria storia. Nelle sale italiane dall’11 giugno con I Wonder Pictures, il film riflette sulla natura drammaticamente sfuggente della memoria e sul complesso processo di costruzione dell’identità di una giovane donna.

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Una clip dal film Romeria – Il mare dei ricordi, di Carla Simón
Nella clip, Marina — interpretata dall’attrice catalana Llúcia Garcia al suo debutto cinematografico — si trova in Galizia sulle tracce dei genitori biologici. Fa domande, raccoglie testimonianze, cerca di ricomporre i frammenti di una storia che restituisce risposte spesso contraddittorie. È l’inizio di un percorso durante il quale, con la videocamera in mano e il diario della madre in tasca, porterà alla luce emozioni familiari a lungo sepolte, verità mai raccontate e ferite che non si sono mai del tutto rimarginate.

[caption id="attachment_2791603" align="aligncenter" width="717"] Il poster del film (I Wonder Pictures).[/caption]
La trama del film, autobiografico
Questa ricerca ha una motivazione ufficiale: adottata da un’altra famiglia, Marina ha bisogno di un certificato anagrafico per ottenere una borsa di studio. Dietro questa ragione formale, però, si nasconde un’esigenza più profonda: capire ciò che tutti sembrano voler dimenticare.

«Ho cercato di ricostruire la storia dei miei genitori attraverso i ricordi della mia famiglia e di chi li ha conosciuti», ha raccontato la regista. «Ma ho fallito. La natura intrinsecamente frammentata della memoria gioca un ruolo importante, ma l’ostacolo principale è lo stigma che circonda l’AIDS, che offusca questi ricordi. Questa storia mira a recuperare l’eredità di una generazione dimenticata che ha subito le duplici conseguenze della dipendenza da eroina e della comparsa di un nuovo virus. Una parte della memoria storica spagnola che merita di essere rivisitata».

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Non solo il dramma personale di Marina
Così il film amplia progressivamente lo sguardo: dal dramma personale di una ragazza arriva a raccontare il destino di un’intera generazione segnata dal virus. E, allo stesso tempo, quello di un Paese che, nella delicata fase di transizione dalla dittatura alla democrazia, ha scelto di rimuovere e dimenticare.

Romería – Il mare dei ricordi completa inoltre la trilogia autobiografica di Carla Simón, iniziata con Estate 1993 e proseguita con Alcarràs – L’ultimo raccolto, vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2022.