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Sanità e AI, Fasi istituisce Comitato Etico e linee guida

2026-06-12 14 Dailymotion

Roma, 12 giu. (askanews) - L'intelligenza artificiale è già entrata nella sanità. Ora la sfida è governarla prima che siano solo gli algoritmi a orientarne i processi. Con questo obiettivo il Fasi, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dirigenti di azienda, costituito da Confindustria e Federmanager, ha costituito un Comitato Etico sull'AI, presentato a Roma alla Pontificia Università Antonianum, nel corso del seminario "Etica e Intelligenza Artificiale: i progetti del Fasi". Un presidio di indirizzo e garanzia, non un organo formale, pensato per accompagnare i progetti del Fondo nel campo dell'innovazione sanitaria e definire criteri, limiti e responsabilità nell'uso delle nuove tecnologie.Una scelta che, per visione e tempestività, ha anticipato il cuore di una riflessione oggi sempre più urgente, richiamata anche dall'enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV: l'AI può aiutare a leggere meglio i bisogni di salute, ma non deve mai ridurre la persona a una sequenza di dati, prestazioni o profili predittivi."La costituzione del Comitato Etico sull'intelligenza artificiale non è stata per il Fasi un adempimento formale, ma una scelta di responsabilità. Nel momento in cui il Fondo ha iniziato a confrontarsi con tecnologie capaci di incidere sui processi sanitari, sui dati e sulla lettura dei bisogni di salute, abbiamo ritenuto necessario dotarci di un luogo di indirizzo, valutazione e garanzia. L'AI può offrire strumenti straordinari, ma deve essere governata entro condizioni, limiti e criteri chiari, perché resti coerente con i valori fondativi del Fondo: mutualità, solidarietà, tutela della dignità della persona e centralità dell'umano", ha spiegato il Presidente del Fasi Daniele Damele.Fabio Pengo, Vicepresidente del Fasi, ha invece richiamato il valore operativo del percorso avviato dal Fondo: "Le Linee Guida Etiche che abbiamo elaborato rappresentano uno strumento essenziale: non un esercizio teorico, ma una bussola operativa per accompagnare l'innovazione tecnologica dentro un quadro di principi condivisi. Il nostro obiettivo è costruire una governance dell'AI che sia davvero umana, responsabile e sostenibile, capace di mettere la tecnologia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia".Il seminario ha riunito accademici, esperti di bioingegneria, psicologia, diritto, filosofia e intelligenza artificiale, insieme ai rappresentanti di Confindustria e Federmanager. L'incontro ha rappresentato il primo momento pubblico di confronto sul percorso avviato dal Fondo per integrare l'AI nei propri progetti in modo responsabile, trasparente e coerente con la natura mutualistica del Fasi."L'intelligenza artificiale pone certamente interrogativi nuovi e complessi, ma sarebbe un errore affrontarla con paura o con atteggiamenti difensivi. La vera sfida è governarne lo sviluppo affinché resti al servizio della persona, della qualità del lavoro e del progresso sociale. In questo senso considero particolarmente importante l'iniziativa del Fasi, che ha scelto di accompagnare l'innovazione tecnologica con una riflessione etica strutturata e responsabile. Oggi non siamo chiamati a scegliere tra tecnologia e umanesimo, ma a costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme innovazione, competitività e centralità dell'uomo. Non esiste vero progresso senza innovazione, ma non esiste innovazione sostenibile senza responsabilità, consapevolezza e una visione del futuro orientata al bene comune" ha dichiarato Maurizio Marchesini, Vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali."L'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di innovazione, ma il suo utilizzo richiede competenza, consapevolezza e capacità di governo dei processi. Il vero tema etico non riguarda la tecnologia in sé, bensì la responsabilità di chi la utilizza. Per questo è fondamentale che l'IA resti uno strumento a supporto delle decisioni umane e non un sostituto del giudizio, dell'esperienza e della sensibilità delle persone. L'innovazione produce valore solo quando rafforza il capitale umano e ne valorizza le competenze" ha evidenziato Gherardo Zei, Vicepresidente Federmanager.L'iniziativa si inserisce in uno scenario in rapida trasformazione: in Italia la spesa per la sanità digitale ha raggiunto nel 2025 i quasi tre miliardi di euro e la GenAI è già utilizzata da una quota crescente di professionisti sanitari. Numeri che confermano la necessità di una governance chiara dell'innovazione, come richiamato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: l'AI può contribuire a migliorare servizi e lettura dei bisogni di salute, ma richiede criteri etici, trasparenza, controllo umano e sicurezza dei dati. Nel corso dei lavori sono intervenuti anche Giuseppe Buffon, Magnifico Rettore della Pontificia Università Antonianum, e i componenti del Comitato Etico: Andrea Bizzozero, Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum, Paolo Cancelli, Di