TORNANO BUZZ LIGHTYEAR, WOODY, JESSIE E tutti gli altri giocattoli... tradizionali. Sì, perché stavolta, in Toy Story 5 (nei cinema dal 18 giugno) la sfida è contro il nuovo nemico Lilypad: un iPad...
Tutto cominciò nel 1995, quando, targato Pixar, arrivò nei cinema il primo Toy Story Il mondo dei giocattoli. La sfida con la Dreamworks era al massimo della lotta e la major dell'animazione nata dalla Lucasfilm (dal 2006 appartiene a The Walt Disney Company) lanciò il primo lungometraggio cartoon tutto digitale della Storia. Seguirono Toy Story 2 Woody e Buzz alla riscossa (1999), Toy Story 3 La grande fuga (2010) e Toy Story 4 (2019).
40 anni dopo, siamo al quinto film della saga (c'è anche lo spin-off Lightyear La vera storia di Buzz, del 2022) che finora ha incassato oltre 3 miliardi di dollari nel mondo. Dopo il geniale John Lasseter (regista dei primi due capolavori), la regia è passata a Lee Unkrich, Josh Cooley e, adesso, a Andrew Stanton, co-sceneggiatore degli altri 4 film.
A presentarlo a Roma è arrivato Pete Docter, direttore artistico della Pixar. È lui a raccontare il film in questo video, insieme alla produttrice: «Toy Story è la spina dorsale dello studio. È stato il primo film che abbiamo fatto, e abbiamo imparato le tecniche per continuare. Ed è dove abbiamo iniziato a capire l’importanza di concentrare l’attenzione sulle relazioni e sui personaggi. Puoi avere una grande storia, ma se non ti importa dei personaggi principali è molto più difficile sorprendere e connettersi con il pubblico».