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Perché Carlo e Camilla non torneranno mai più a vivere a Buckingham Palace?

2026-06-26 426 Dailymotion

Buckingham Palace è il simbolo della monarchia britannica nel mondo. 775 stanze, 19 sale di rappresentanza, 52 camere da letto, 78 bagni e un giardino privato nel cuore di Londra. La residenza reale per eccellenza. Eppure Re Carlo III e la Regina Camilla non ci abiteranno più. Dopo essere diventato il primo monarca britannico a rendere pubbliche le proprie dichiarazioni dei redditi, Carlo III continua a sorprendere cambiando le regole. La caduta di Buckingham Palace è ufficiale: i sovrani resteranno stabilmente a Clarence House. Una scelta che rompe con quasi due secoli di tradizione e che dice molto su come il re voglia costruire un immagine più trasparente delle Corona, soprattutto dopo i recenti scandali.
[idgallery id="1112971" title="Buckingham Palace tra passato, presente e futuro"]
«Buckingham Palace è e rimarrà il quartier generale della monarchia»
Le parole del portavoce della Casa Reale non lasciano spazio a interpretazioni. Carlo e Camilla hanno preso la decisione «dopo un'attenta valutazione e al fine di aumentare notevolmente le opportunità di accesso al pubblico». La coppia reale resterà a Clarence House per tutta la durata del regno. Il palazzo continuerà ad essere il centro operativo e cerimoniale della monarchia: banchetti di stato, investiture, ricevimenti ufficiali.
I sovrani avranno accesso ad alcune stanze private durante le giornate di lavoro e potranno anche fermarsi per qualche notte occasionale. «Buckingham Palace è e rimarrà il quartier generale della monarchia, il gioiello della corona dei nostri edifici nazionali», ha dichiarato James Chalmers, il contabile della Casa Reale. «Sarà un alveare ronzante di attività reale, semplicemente non sarà il luogo dove il re va a dormire».


[caption id="attachment_2804502" align="alignnone" width="1024"] Buckingham Palace, Westminster. (Getty Images)[/caption]
Buckingham Palace al popolo
La ragione dichiarata è una sola: aumentare l'accesso del pubblico. Quando il re è in residenza, le misure di sicurezza limitano drasticamente il numero di visitatori e le aree accessibili. Tenendo Carlo e Camilla fuori dal palazzo, Buckingham Palace potrà aprirsi molto di più ai cittadini e ai turisti.  Il palazzo è in piena ristrutturazione. I lavori, che dovrebbero concludersi entro il 2027, hanno un budget previsto di circa 370 milioni di sterline. Fondi pubblici. E Carlo sembra voler ricordare a tutti che un edificio finanziato dalla nazione appartiene alla nazione.


[caption id="attachment_2804504" align="aligncenter" width="1024"] La parata “Trooping the Colour” a Buckingham Palace. (Getty Images)[/caption]
Il motivo non ufficiale: Clarence House è casa sua
C'è però un'altra lettura, un po' più umana e meno istituzionale. Clarence House è dove Carlo ha vissuto per oltre vent'anni. È la residenza dell'antica Regina Madre, poi diventata la sua. Gli esperti reali la descrivono come una casa vera: «una magnifica casa a schiera con un grande giardino nel centro di Londra», secondo l'esperto Hugo Vickers. Piccola rispetto a Buckingham Palace, ma abitabile. Calda. Familiare. Il palazzo reale, con le sue 775 stanze, non è mai stato davvero una casa.


[caption id="attachment_2804511" align="aligncenter" width="1024"] Clarence House. (Getty Images)[/caption]
Un re che vuole essere trasparente
La decisione su Buckingham Palace arriva insieme a un'altra notizia inedita: Carlo III è diventato il primo monarca britannico a rendere pubbliche le proprie dichiarazioni dei redditi. Nel 2024-25 ha pagato 12,9 milioni di sterline in tasse personali su redditi e plusvalenze, il che lo colloca tra i 100 contribuenti più alti del paese. Dal 2022, da quando è salito al trono, ha versato oltre 30 milioni di sterline al fisco.
Non c'è un obbligo legale per il re di pagare le tasse. Ma nel 1993, dopo le polemiche sull'incendio di Windsor Castle, la Regina Elisabetta II e lo stesso Carlo scelsero volontariamente di farlo. Un precedente che oggi il re ha deciso di rendere pubblico e di trasformare in un atto politico. «Il ruolo della monarchia moderna continua ad attarsi per venire incontro alle richieste del nostro mondo in evoluzione», ha dichiarato il contabile reale James Chalmers.