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Tanta Africa al Mondiale: non solo voti per Infantino

2026-06-29 82,791 Dailymotion

Fra le molte critiche doverosamente portate al presidente della Fifa, Gianni Infantino, per l’organizzazione di questo Mondiale, trovo che alla fine della fase a gironi sia intellettualmente onesto derubricare una, quella relativa alla divisione dei posti in più nel passaggio da 32 a 48 squadre. Non è stata perfetta, l’Asia ha avuto troppe squadre, ed è stato assurdo incrementare di due posti la riserva di Nord e Centro America alla luce del fatto che i tre Paesi organizzatori erano tutti suoi, e calcisticamente parlando erano i migliori della loro confederazione. Però il comportamento nella prima fase delle squadre africane dimostra che la scelta di raddoppiare le loro qualificate era corretta, perché il passaggio da 5 a 10 nazionali ha prodotto 9 squadre promosse ai sedicesimi. Infantino sarà stato certamente incentivato dai voti in più che raccoglierà - o manterrà - nella confederazione africana in vista delle prossime elezioni, ma di certo non ha firmato un errore tecnico. Non so quante squadre africane passeranno altri due turni per approdare ai quarti, il vero cancello della competitività totale: ma 9 ai sedicesimi sono tante davvero, inferiori soltanto alle 13 europee.Alcune sorprese, da Capo Verde allo stesso Sudafrica che ha inaugurato ieri sera contro il Canada la fase a eliminazione diretta, hanno forse gonfiato il dato numerico, ma che un’affermazione generale fosse prevedibile l’avevamo già capito in coppa d’Africa, a gennaio. Le modalità dell’assegnazione del titolo, vinto sul campo dal Senegal ma assegnato due mesi dopo al Marocco padrone di casa per il caos accaduto nella finale di Rabat, si sono prese la copertina, ma dal punto di vista tecnico si è trattato di un grande torneo, e un parallelo con il Mondiale in corso ci aiuta a capire la varietà e la competitività ad alto livello raggiunte dal calcio africano.Le finaliste, come abbiamo ricordato, erano il Marocco, già semifinalista al Mondiale di quattro anni fa - prima africana in assoluto capace di andare così lontano - che affronta stanotte l’Olanda nel sedicesimo più interessante di tutti. E il Senegal, qualificatosi qui come ultima delle migliori terze, ma proveniente dal girone di ferro con la favorita Francia e la quotata outsider Norvegia. Un passo indietro. Le due semifinaliste di coppa furono l’Egitto di Salah, promosso qui senza problemi, e la Nigeria di Osimhen che, assieme all’Italia, costituisce la più dolorosa assenza dal torneo. Scendendo a livello di quarti di finale di coppa d’Africa troviamo altre due nazionali che poi non si sono qualificate per il Mondiale: Camerun e Mali, il che certifica la molteplicità del talento africano.Sviluppato in blocco in Europa, questo va detto: anni fa accadeva soprattutto nell’incubatrice Francia, adesso succede anche in Premier, dove all’ombra delle grandi star - Drogba una volta, Salah oggi - è cresciuta una nuova generazione ben addentro ai top club: il ghanese Semenyo al City, per fare un esempio, è stato l’affare più oneroso di gennaio. Ora per l’Africa c’è la prova più difficile: dopo la grande affermazione generale, portare una o due squadre lontano, almeno ai quarti, magari più in là. Sapete chi potrebbe averne i mezzi? La Costa d’Avorio, che però trova subito la Norvegia. Vi avevo detto di un grande Olanda-Marocco in arrivo, ma Costa d’Avorio-Norvegia siamo lì.