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G8 Genova 2001: la ferita aperta dello Stato di diritto

2026-07-19 1 Dailymotion

Nei giorni del G8 del 2001, lo Stato italiano smise per tre giorni di essere lo Stato di diritto che pretendeva di essere.
Un ragazzo di ventitré anni morì in piazza Alimonda. Decine di persone inermi, mentre dormivano alla scuola Diaz, furono massacrate da chi indossava una divisa. Alla caserma di Bolzaneto altre subirono quello che i giudici, anni dopo, chiameranno con il suo nome esatto: tortura.
Ci sono voluti quattordici anni perché la Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza Cestaro del 7 aprile 2015, certificasse ciò che l'Italia si è rifiutata a lungo di ammettere. E altri due, fino alla legge 110 del 2017, perché il nostro ordinamento si dotasse finalmente del reato di tortura. Per sedici anni lo Stato non ha avuto le parole giuridiche per definire come crimine ciò che i suoi agenti avevano commesso: una voragine nel nostro Stato di diritto.
Per questo, venticinque anni dopo, Volt Italia porta la propria Assemblea Generale a Genova. Non per una semplice commemorazione, ma perché ci sono luoghi che obbligano la politica a fare i conti con la propria storia.
Torniamo dove lo Stato ha tradito i suoi cittadini per ribadire che i diritti non si sospendono mai. Nemmeno in nome della sicurezza. Nemmeno per un giorno.
Questo autunno, ci vediamo a Genova.

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