COME VIVONO LA MODA le diverse generazioni? In questo numero ci occupiamo dell’impatto della moda sulla Gen Z: «La nuova generazione guarda in ogni direzione e nello stesso momento» (pag. 78). Cioè introietta una moltitudine di stimoli provenienti dal passato, senza averlo vissuto, e dal presente. Sfugge loro, dunque, un’esplicitazione del presente (reale). Ma quali informazioni arrivano a chi, come il sottoscritto, ha vissuto 40 anni di moda?
La percezione più nitida e immediata è di disorientamento. La disgregazione delle tendenze, il numero esagerato di brand emergenti (molti dei quali spariscono dopo una stagione), la spettacolarizzazione degli eventi legati al sistema, l’assenza di una rotta condivisa, conducono a un disagio che si dissolve solo davanti alla coerenza. Quando c’è.
Ho tirato un sospiro di sollievo quando ho letto su Another Magazine che il designer di Celine, Michael Rider, ha eluso qualsivoglia spiegazione articolata rispondendo al giornalista che «clothes are clothes». I vestiti sono vestiti.
E dunque sì, da perfetto boomer quale sono mi sento meno solo se, finanche tra gli insider, c’è chi semplifica un sistema in perpetua contraddizione e riconosce che, in fondo, parliamo «solo» di vestiti.