Surprise Me!

Pesto alla genovese

2026-08-02 1 Dailymotion

Pesto alla Genovese

Tempo 15 min, difficoltà 3/5, vegetarian

50 g di basilico fresco, meglio Genovese a foglia piccola
100 ml di olio extravergine d’oliva delicato
40 g di Parmigiano Reggiano
20 g di pecorino, tradizionalmente Fiore Sardo
15 g di pinoli
1 spicchio d’aglio grande oppure 2 piccoli
Sale grosso quanto basta

Con queste dosi vengono circa 200–220 g di pesto, sufficienti per condire generosamente 350–400 g di pasta. Per la versione ligure completa puoi aggiungere anche patate e fagiolini nell’acqua di cottura della pasta.

Con il mortaio, metodo consigliato
Pesta nel mortaio l’aglio con qualche grano di sale grosso. Aggiungi poco alla volta le foglie di basilico e lavorale con movimenti rotatori, senza schiacciarle troppo.
Unisci i pinoli, poi il Parmigiano e il pecorino.
Versa infine l’olio a filo, mescolando fino a ottenere un pesto cremoso.
Con il frullatore
Metti bicchiere e lame in frigorifero per qualche minuto. Frulla velocemente basilico, aglio, pinoli e sale, usando brevi impulsi per non scaldare il composto.
Aggiungi i formaggi e infine l’olio a filo. Frulla solo il tempo necessario per ottenere una crema.

In entrambi i casi condisci la pasta allungando il pesto con poca acqua di cottura senza cuocere il pesto sul fornello.

#pestoallagenovese #pestogenovese #pestofattoincasa #basilico #basilicogenovese #mortaio #pinoli #parmigiano #pecorino #pastalpesto #cucinaligure #ricettevegetariane #cucinaitaliana #ricettafacile #ricetteveloci #rapanello #ricetterapanello
pesto alla genovese, pesto genovese tradizionale, pesto fatto con il mortaio, pesto con basilico genovese, basilico, ricetta facile, cucina italiana, rapanello, ricette rapanello, ricette veloci, ricette vegetariane


I dieci comandamenti del pesto genovese
(si fa per ridere, ma non troppo)

1. Non siamo scoiattoli ne’ elefanti: Nel pesto ci vanno i pinoli. Non le noci, non gli anacardi, non le mandorle. I PINOLI.
2. Il basilico deve essere rigorosamente a foglia piccola, possibilmente di Prà. Quella specie di lattuga che vi spacciano a Milano, noi non lo usiamo nemmeno per insaporire la pizza. Al massimo puoi farci il mojito, dato che sa di menta.
3. Il parmigiano e il pecorino devono essere equamente dosati, ma con parsimonia. Semmu zeneizi.
4. Il pesto senz’aglio non esiste. Non siamo in Transilvania.
5. Non chiedere mai le dosi: il pesto si fa ad occhio. Al massimo puoi aggiungere un “cicinin”. O una “stissa”.
6. Non usare mai nella stessa frase “pesto” e “tofu”.
7. Basilico e metalli non vanno d’accordo: il basilico si pulisce a mano, e il pesto si dovrebbe fare col mortaio. Unica deroga nell’uso di robot di cucina e frullatori vari: le lame di plastica, onde evitare l’impressione di mangiare catrame.
8. Esiste uno speciale girone infernale per chi cuoce il pesto.
9. Mentre per chi lo diluisce con burro o panna, sono previsti tutti i flagelli biblici, dall’invasione di cavallette alla moria dei primogeniti.
10. Trofie, trenette, gnocchi, al limite anch