A Tronzano, piccolo centro alle porte di Vercelli, in una comunità di poco più di tremila abitanti dove l'anonimato non esiste, Vincenzo Giurbino - vent'anni, per tutti Alex - ha scelto di non subire in silenzio. Tra i messaggi d'odio comparsi sui muri del paese ce ne sono anche alcuni rivolti direttamente ai suoi genitori, un motivo in più che lo ha spinto a presentare una denuncia formale ai carabinieri: «Ho deciso di denunciare e di metterci la faccia perché credo che chi ha subito questo debba parlare, non bisogna nascondersi né vergognarsi di essere ciò che si è». (Floriana Rullo)