L'imprenditore bolognese Paolo Pazzaglia è tra le persone segnalate per le ingiurie rivolte online al sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Non è chiaro se sia tra i venti indagati per minaccia aggravata dal metodo informatico, ma spunta anche il nome del playboy e storico proprietario della discoteca Capannina, rinomato locale sui colli bolognesi, finito al centro di una lunga battaglia legale con il Comune per alcuni spazi abusivi contestati alla proprietà, culminata poi con la demolizione nel 2020. Dopo la notte di guerriglia del 20 luglio scorso, scoppiata a margine della manifestazione convocata in piazza dal sindaco per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto al Pilastro durante un intervento della polizia, Pazzaglia si sfogò sui social con toni forti. «Se non vai via ti veniamo a prendere e ti cacciamo dentro a un pozzo - una delle frasi rivolte a Lepore - Non ti uccidiamo, ma ti portiamo su un'autostrada e poi te ne vai verso il Nord Africa». E ancora: «Lepore, tu pensi che se ti dovessero cacciare, quando passi per strada non ti tirino dei cazzotti in faccia? - si domanda in video - Io sarei il primo, ma non è una dichiarazione di guerra la mia: è un istinto». Frasi che lo hanno messo nei guai.