Nel 2023 Meloni presentava il Patto UE su migrazione e asilo come un passo avanti per l’Italia: oggi Germania, Svizzera, Austria, Finlandia e Svezia stanno riaprendo i trasferimenti verso il nostro Paese dei richiedenti asilo per cui Roma è responsabile.
Questo perché il nuovo Patto non ha davvero superato la logica di Dublino: lo Stato di primo ingresso resta centrale e può essere responsabile fino a 20 mesi. E la solidarietà europea, pur obbligatoria, può tradursi anche in contributi economici o altre misure: non significa automaticamente redistribuire le persone.
Il paradosso è ovvio: dopo Ceuta, Meloni ha sospeso Schengen con la Spagna in nome della sicurezza nazionale. Proprio la Spagna oggi ha scelto di non rimandare nessuno in Italia, preferendo i meccanismi europei di solidarietà.
Perché quando finisce la propaganda, le regole restano.
Volt vuole chiudere questa stagione: superare davvero Dublino, rendere strutturali i ricollocamenti, aprire canali legali e affidare all’Europa una gestione comune di asilo e frontiere.
Perché sull’immigrazione o governa l’Europa, o continueranno a governare il caos e gli slogan.
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