Foto, video e materiale scottante quello che gli uomini della squadra Mobile di Rimini hanno ritrovato nel computer e nell'iphone di una giovane russa che, insieme ad una sua amica, utilizzava per ricattare uomini impegnati e sposati fra Rimini e San Marino. Le donne, T.A., 28enne pesarese, residente a Rimini, e K.N., 25enne russa, residente a Riccione, sono state arrestate il 7 giugno, con l'accusa di estorsione e tentata estorsione. Denunciato anche il fidanzato della russa, un italiano 32enne complice, secondo gli inquirenti, delle donne. Sarebbe stato lui infatti martedì scorso a lasciare la sua ragazza a casa con il materiale a luci rosse e ad agire "d'autista all'italiana". L'avrebbe accompagnata ad un appuntamento, come si vede dalle immagini della microtelecamera nascosta nel borsello della donna, che l'incastrerebbero proprio mentre riscuote dei soldi: 600 euro, che un 33enne brasiliano sta consegnando alla 28enne, in cambio degli scatti compromettenti. Il brasiliano che ha conosciuto la ricattatrice nel negozio dove lavora, attività tra l'altro della convivente, dopo aver avuto diversi "rapporti sessuali a tre" era diventato bersaglio delle due amanti. Dopo le iniziali 100 euro e le successive 70, le giovani avevano alzato la posta arrivando a chiedere per il loro silenzio 1000 euro. E' proprio in quel momento che l'uomo si era rivolto alle forze dell'ordine denunciando l'accaduto. La trappola che la squadra Mobile di Rimini ha concordato con il 33enne le ha in pratica incastrate. Dal materiale sequestrato dalla polizia alle giovani è emerso che ci sono altri uomini caduti nella rete dei ricatti ma ancora non si sa quante persone abbiano effettivamente pagato. E' proprio a loro che Luciano Baglioni, sostituto commissario e vige dirigente della squadra mobile di Rimini, chiede massima collaborazione e di recarsi in Questura prima che accada il contrario.