IL SECONDO DIBATTITO DI FASHION TALK ha avuto come tema Branding e comunicazione: rapporti con l'informazione. Il panel di esperti, moderato da Cristiano Seganfreddo (Flash Art), era composto da Tomaso Galli (Strategic Advisor), Valerio Innella (Beside Communications), Andreina Longhi (Attila&Co.), Jessica Riccardi (Reference Studios).
Seganfreddo introduce l'argomento asserendo che la moda non è una mera merce (commodity), bensì un sistema complesso e un profondo atto politico e culturale radicato nel DNA italiano. Oggi il settore sta vivendo una forte ridefinizione a causa dei cambiamenti geopolitici, geografici e del comportamento dei consumatori.
Il focus di questa sessione si sposta dall'informazione giornalistica alla comunicazione e al branding. Le agenzie di comunicazione non sono semplici esecutori di servizi, ma veri e propri mediatori culturali e curatori che aiutano i brand a definire una strategia in un panorama mediatico frammentato. Se un tempo bastava una singola recensione sulla carta stampata per decretare il successo o il fallimento di una sfilata, oggi la proliferazione degli outlet comunicativi genera un rumore di fondo che richiede competenza, originalità e autorevolezza per essere superato.
Andreina Longhi: Il sistema è cambiato radicalmente negli ultimi tre anni: oggi non si parla più solo di "moda" intesa come abito, ma di lifestyle a 360° (che include intrattenimento, ospitalità, tecnologia e viaggi).
La risorsa più preziosa: Non è più il tempo, ma l'attenzione del consumatore. Per intercettare le nuove generazioni serve un pensiero out-of-the-box.
Dall'approccio B2B al B2C: Le agenzie si sono strutturate per dialogare direttamente con il consumatore finale.
Data-driven vs. Emotional-driven: Sebbene il mercato e i direttori marketing internazionali richiedano metriche e dati algoritmici per essere rassicurati, la forza delle agenzie storiche risiede nel saper unire il nuovo approccio analitico alla fondamentale componente emozionale e alla profonda conoscenza del vecchio sistema.
La "fame" dei nuovi mercati: Longhi sottolinea come l'Occidente sia saturo ("ha visto tutto"), motivo per cui l'agenzia guarda con forte interesse a mercati in crescita e dinamici come l'Indonesia (Giacarta) e la Cina (Shanghai), dove c'è ancora il desiderio di scoprire e dove la cultura e il senso di bellezza italiani sono fortemente valorizzati.
Jessica Riccardi: Reference Studios, nata a Berlino nel 2017 e poi espansasi a Milano e Parigi, fonda la sua visione sulla ricerca costante di una rilevanza e risonanza culturale.
I media non sono più passivi come la carta stampata: i social media, i talent e le si muovono alla velocità di pochi secondi su scala globale.
I nuovi nodi della comunicazione sono media non convenzionali e pensanti (i talent e le community stesse), dotati di libero arbitrio. La comunicazione odierna deve quindi essere uno specchio fedele della realtà contemporanea per avere senso agli occhi del pubblico.
Valerio Innella: Fondata nel 2010, l'agenzia Beside Communications è nata dal desiderio di portare l'esperienza interna ai brand verso una consulenza esterna più libera. Il 2010 ha segnato l'inizio di una transizione culturale:
Dall'ufficio stile ai Creative Director: Si è passati dal designer puramente tecnico a figure di "direttori creativi" con una visione olistica del brand, capaci di attingere all'arte, alla musica e alla cultura pop.
Il limite del marketing esasperato: Oggi il marketing è entrato "a gamba tesa" nella creatività. Molti brand nascono come Instagram sensation, monetizzano in tre anni e poi spariscono.
Il ruolo di "Guida" e la coerenza: Le agenzie devono fungere da tramite e da consulenti strategici, spingendo il cliente a cercare una rilevanza a lungo termine anziché il profitto immediato. Questo obiettivo si raggiunge solo mantenendo un rapporto solido con gli addetti ai lavori (ancora fondamentali per validare l'autorevolezza di un brand) e garantendo una profonda coerenza di linguaggio nel tempo, l'unica cosa che i giovani consumatori riconoscono come autentica.
Tomaso Galli: Con una visione controcorrente (non utilizza i social media personalmente), Galli evidenzia come, in fondo, "tutto sia cambiato e niente sia cambiato".
La teoria dei media: Citando Marshall McLuhan ("Il medium è il messaggio / il massaggio"), ricorda che evolve la tecnologia (es. TikTok), ma le regole di base dell'impatto culturale rimangono le stesse. Trattare la moda o un abito come una merce standard qualsiasi è un errore metodologico; la moda produce cultura.
Il ruolo di "Ponte": Il comunicatore moderno deve agire come un connettore strategico tra le diverse funzioni aziendali: in particolare, traducendo le esigenze del...